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martedì 24 ottobre 2017
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Annaffiatura delle piante


Le piante non possono vivere senza acqua e una sua carenza, se protratta oltre un certo limite, ha degli effetti devastanti.
Vediamo allora di come le piante hanno bisogno dell'acqua



Quantità d'acqua di cui hanno bisogno

La quantità d’acqua di cui le piante hanno bisogno è molto diversa e varia da specie a specie infatti, nelle schede tecniche di coltivazione, è sempre specificato se una pianta ha bisogno di un terreno costantemente umido oppure se occorre aspettare che si asciughi in superficie prima di procedere con le successive bagnature… tutte indicazioni che danno una buona misura della quantità d’acqua da somministrare. In linea generale per quasi tutte le piante, l’importante è non eccedere: un terreno inzuppato, a parte qualche eccezione come a esempio le
Dionea
, è sempre deleterio per le piante.


Come capire il grado di umidità del terreno

Per capire il grado d’umidità di un terreno, al di la degli apparecchi più o meno sofisticati che si possono reperire in commercio che misurano il grado di umidità in base alla conducibilità elettrica o acustica, il metodo sicuramente più pratico è infilare le dita nella terra per alcuni centimetri per sentire quanto è umida e intervenire di conseguenza.


Quando annaffiare

Il momento in cui dare l’acqua alle piante è un aspetto importante perché è sempre meglio annaffiare la mattina presto, perché via via che la giornata scorre e la temperatura si alza, la pianta avrà a sua disposizione l’acqua che le necessita, senza subire alcun tipo di stress. È sconsigliato annaffiare la sera perché in questo modo rimarrebbe un alto tenore d’umidità nel terreno per tutta la notte, che potrebbe favorire l’insorgenza di pericolose malattie.


Quale tipo di acqua somministrare


Vaso con calcaree
La qualità dell’acqua è un altro punto da tenere in gran conto infatti, anche se la maggior parte delle piante non hanno grossi problemi se l’acqua del rubinetto è calcarea (evidente nei vasi di terracotta che diventano bianchi), numerose altre come le azalee, l’
Aechmea
, le
Dionea
, le
Tillandsia
, non la tollerano. Per questa ragione è importante fare sempre riferimento alle schede tecniche di coltivazione delle singole piante, dove è sempre specificato.
Per ovviare a questo o si usa acqua piovana o acqua demineralizzata oppure, se le piante sono tante e la raccolta o il costo diventerebbe eccessivo, si può bollire l’acqua della condotta per cinque minuti (in questo modo il calcare si depositerà nella pentola e si eliminerebbe anche il cloro) oppure, se molto dura, farla bollire con qualche goccia d’aceto, lasciandola poi raffreddare prima di somministrarla alle piante.
I purificatori d’acqua domestica che spesso si sistemano nei rubinetti o le caraffe filtranti producono un’acqua che non va bene per le piante perché il calcio e il magnesio dell’acqua in pratica sono solo scambiati con altri sali minerali, inadatti per le piante.


Temperatura dell'acqua

La temperatura dell’acqua va sempre tenuta sotto controllo perché, salvo diversa indicazione nella scheda di coltivazione, è preferibile che sia sempre a temperatura ambiente per evitare inutili stress termici alle radici.


Come annaffiare

Come somministrare l’acqua spesso è dato per scontato ma non bisogna sottovalutare questa importante operazione. Infatti, oltre a versarla direttamente nel terreno (con un annaffiatoio o con una bottiglia).
Annaffiatoio


Alcune piante come a esempio la violetta africana o i ciclamini preferiscono riceverla dal basso, immergendo i vasi per una quindicina di minuti in un recipiente colmo d’acqua e poi facendo sgrondare per bene tutta l’acqua in eccesso. Altre piante come numerose bromeliacee, preferiscono riceverla semplicemente nebulizzando le foglie. Tutto ciò può sembrare complicato ma di fatto, sono solo piccoli accorgimenti dei quali tenere conto per poter coltivare al meglio le nostre piccole amiche.


Mantenere un ambiente umido intorno alla pianta


Nebulizzazione delle piante
Mantenere un ambiente umido intorno alle piante spesso è fondamentale quanto annaffiare perché la maggior parte delle piante ornamentali é d’origine tropicale e quindi di climi caldi e umidi. Sono diversi gli accorgimenti che possono essere adottati:
nebulizzare le foglie
con acqua tiepida (preferibilmente demineralizzata o piovana) la mattina presto perché in questo modo la sera le foglie saranno asciutte e perché, se esposte al sole diretto, le goccioline d’acqua potrebbero funzionare come delle lenti e provocare pericolose ustioni;
sistemare il vaso dentro sottovasi con della ghiaia o dei ciottoli
dove sarà sempre presente dell’acqua che evaporando garantirà una certa umidità ambientale, facendo attenzione che il fondo del vaso non entri mai a contatto con l’acqua presente nel sottovaso;
lasciare delle ciotole con dell’acqua vicino alle piante
. Piccoli accorgimenti ma di grande aiuto per le piante.



Acqua nel sottovaso

L’acqua rimasta nel sottovaso dopo un’annaffiatura è sempre da evitare (a parte qualche rara eccezione come a esempio il papiro) perché porta con se la spiacevole conseguenza d’avere un terreno saturo d’acqua e quindi asfittico, inadatto alla vita delle piante, oltre il fatto che le radici potrebbero marcire perché, al contrario degli altri organi delle piante, i loro tessuti non sono impermeabili.

Acqua nel sottovaso



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